Niente ‘Aperto per cultura’ in provincia di Alessandria. La manifestazione, che voleva unire tutte le città centro zona, capoluogo compreso, nel nome della valorizzazione e promozione del territorio, non si farà. Certo, può accadere che una iniziativa sia annullata e le ragioni possono essere le più diverse. Ma ad Alessandria accade spesso qualcosa di particolare.

La notizia dell’annullamento (o slittamento, si vedrà) dell’evento che prevedeva sette date tra maggio e settembre è stata commentata con parole che fanno riflettere. Sul sito di Radio Gold si possono infatti leggere le dichiarazioni di Roberto Cava, presidente di Alexala, l’agenzia turistica locale della provincia di Alessandria. «Nell’attesa della data delle elezioni abbiamo rallentato la ricerca degli artisti e di tutti gli altri soggetti coinvolti in una manifestazione complessa come è ‘Aperto per Cultura’. Speravamo che le elezioni fossero in autunno. Quando abbiamo saputo che si sarebbero invece svolte il prossimo 12 giugno abbiamo fatto il possibile per accelerare ma, purtroppo, non ce l’abbiamo fatta» ha detto. Peccato che l’accordo di collaborazione fra i soggetti promotori sia stato sottoscritto il 24 febbraio, mentre il 31 marzo il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, con un apposito decreto, ha fissato “la data di svolgimento del turno elettorale nelle regioni a statuto ordinario per domenica 12 giugno 2022 con eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci domenica 26 giugno”. E arriviamo al 21 aprile (sempre massima attenzione alle date) quando avviene la presentazione in pompa magna dell’evento a Palazzo Monferrato. Tutti insieme appassionatamente (i Comuni di Alessandria, Acqui Terme, Casale Monferrato, Novi Ligure, Ovada, Tortona e Valenza, Alexala, e Fondazione Slala) sotto l’egida del format messo a punto da Ascom Alessandria. Poi, oggi, arriva la notizia che tutto salta.

Dire che è tutta colpa delle elezioni è stupefacente. Dal 31 marzo sera al 21 aprile gli organizzatori dove sono stati? Appare impossibile che a una macchina organizzativa che aveva, almeno così era stato dichiarato in conferenza stampa, previsto quasi tutto (compresa la direzione artistica) sia sfuggito il particolare delle date. E poi, non va dimenticato, si vota solo ad Alessandria e Acqui Terme. E gli altri Comuni cosa c’entrano?

A meno che i problemi siano di altra natura. Ma anche in questo caso è altrettanto stupefacente. Sottoscrivere un accordo il 24 febbraio e scoprire neanche tre mesi dopo che non si è in grado di realizzare la manifestazione non infonde molta fiducia. Senza considerare che il 21 aprile è stato ufficializzato tutto quanto, dalle singole date ai contenuti. Se è successo un cataclisma tra il 22 aprile e il 9 maggio sarebbe stato meglio dirlo chiaramente. E non dare la colpa alle elezioni, peraltro prestando il fianco, ad Alessandria, alle solite e sfinenti polemiche elettorali.