Una scelta di vita. E imprenditoriale. È l’agricoltura biodinamica. Ancora poco diffusa, in provincia di Alessandria riserva alcune sorprese. Siamo a Tassarolo, poco più di seicento abitanti sulle propaggini dell’Appennino ligure, dove la sorpresa parla italiano e inglese con Massimiliana Spinola e Henry Finzi-Constantine che dirigono l’azienda vitivinicola Castello di Tassarolo. Lei ha vissuto nel mondo dell’arte contemporanea a New York e a Londra per dodici anni e oggi si occupa delle vendite, packaging, relazione con i clienti, vini, marketing. Lui, studioso di Rudolf Steiner, nato a Londra e vissuto in molti altri Paesi tra cui l’Italia per quindici anni, dirige invece la parte agricola dell’azienda, oltre a occuparsi dei dipendenti, delle vendite, del marketing e delle relazione con i clienti. Ed è anche il responsabile del lavoro in vigna con i cavalli. Sì, perché Henry è stato fra i primi in Italia a portare i cavalli da tiro nelle vigne e attualmente collabora con esperti nel settore “per raffinare e costruire le giuste attrezzature che rispondano alle esigenze della biodinamica nel vigneto” come ricorda lui stesso.

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Henry Finzi-Constantine e Massimiliana Spinola

È questa l’azienda che ha vinto l’edizione del 2015 del premio “Bandiera Verde Agricoltura” che la Cia (Confederazione italiana agricoltori) nazionale assegna alle aziende che si distinguono «per le capacità produttive e per la difesa del territorio e l’ambiente». La cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma, in Campidoglio, l’11 novembre, dalle 10.30. Il riconoscimento, arrivato alla tredicesima edizione, intende certificare le aziende e le istituzioni «che sostengono l’agricoltura, il patrimonio enogastronomico tipico, progetti didattici e di conoscenza delle aree rurali. Il premio, che consiste nell’assegnazione di una bandiera verde con il marchio agricoltura, è conferito sul rispetto di requisiti essenziali: la storia, le azioni svolte, i piani di investimento per le imprese volte a salvaguardia, a valorizzazione e promozione dell’agricoltura, dell’ambiente e della qualità e tipicità agricole ed enogastronomiche locali (informazioni sul sito http://www.bandieraverde.it).

L’azienda Castello di Tassarolo (la famiglia Spinola è proprietaria della castello dal 1300) possiede venti ettari di vigneto che circondano la cantina. Le varietà coltivate sono Cortese di Gavi, Barbera e Cabernet Sauvignon. Il metodo è il biodinamico, non sono usati diserbanti e sostanze chimiche in nessuna forma. Nel maggio scorso è stata piantata una nuova vigna di Cortese di Gavi di un po’ più di un ettaro per essere lavorata solo con i cavalli. “L’esperienza di lavorare la terra senza compattarla con mezzi pesanti è straordinaria. Intendiamo creare da questa vigna uno spumante senza solfiti” spiegano Massimiliana ed Henry.

Grande lavoro in vigna, ma altrettanto fondamentale è quello che avviene in cantina dove è di scena Vincenzo Muni. Nato ad Alba nel 1964 da genitori siciliani, è enologo e ‘assistente della natura’ come preferisce definirsi. Abita a Nizza e si occupa della produzione enologica di diverse aziende, piccole, medie e grandi.

L’azienda – commenta Gian Piero Ameglio, presidente provinciale Cia – ha ottenuto altri riconoscimento importanti anche durante l’Expo. È un onore avere segnalato l’azienda di Massimiliana Spinola al premio Bandiera Verde, è un onore vederla riconosciuta a livello nazionale”.

Negli anni, ricorda Carlo Ricagni, direttore della Cia, non sono mancati altri riconoscimenti per l’Alessandrino con ‘la Strada del Vino dell’Alto Monferrato’ e l’istituto Luparia di Rosignano Monferrato. “Quest’anno – aggiunge Ricagni – ci fa molto piacere assistere al successo di un’azienda che ha intrapreso un percorso legato al biodinamico con particolare attenzione alla socialità, al mondo della scuola, ai corsi di formazione e apprendistato”.

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Il castello di Tassarolo

Il fascino del territorio è sicuramente merito anche del castello che è di proprietà della famiglia Spinola dal 1300. Il maniero è stato costruito intorno a una torre del XI secolo e successivamente è stato ampliato e rinnovato, soprattutto durante il Rinascimento.