Il sito produttivo alessandrino è l’unico del gruppo a produrre questo tipo di gomme sintetiche innovative. La frontiera della mobilità sostenibile, oltre a elettronica, oil & gas, sanità, edilizia

Negli stessi giorni in cui, nel 2002, il gruppo belga presentava il piano industriale per il sito produttivo di Spinetta Marengo, Solvay annuncia, a distanza di vent’anni dalla acquisizione del polo chimico, l’avvio del nuovo  impianto di polimerizzazione Tecnoflon. Un investimento da 31 milioni di euro, il più alto per una sola linea di produzione, due anni di lavoro che hanno visto anche la realizzazione di alcuni edifici nuovi e il potenziamento di altri per dare vita, in un raggio di 150 metri, a un’area di espansione della capacità produttiva che è destinata a crescere «a doppia cifra» come dice Enrico Repetto, vicedirettore del sito di Spinetta e già responsabile dell’unità di produzione elastomeri, pur senza entrare in dettagli coperti da segreto industriale. La realizzazione dell’impianto (oltre tre chilometri e mezzo di tubi impiegati) ha visto impegnate circa centoventi persone in cantiere per un totale di novantamila ore lavorate (un indotto quasi esclusivamente locale) senza un incidente. Questo è «solo l’ultimo degli ingenti investimenti economici effettuati a Spinetta Marengo da Solvay, che dal 2002 ha  investito circa 600 milioni di euro per lo sviluppo, la modernizzazione e la sostenibilità ambientale di  tutti gli impianti del sito industriale» ha affermato Andrea Diotto,  Spinetta Marengo Site Manager di Solvay, di fronte ad amministratori pubblici, parlamentari, esponenti regionali e provinciali di Confindustria, rappresentanti delle organizzazioni sindacali, durante la presentazione del nuovo reattore.

Sito strategico

Per Solvay Italia (un miliardo e settecento milioni di fatturato) la decisione di investire in un impianto all’avanguardia significa rafforzare il polo produttivo in questo segmento dei polimeri ad alta prestazione che vengono prodotti solo a Spinetta Marengo e che servono un mercato globale che richiede applicazioni e soluzioni innovative e sostenibili per diversi settori tra i quali  quello automobilistico, aeronautico ed elettronico. Ma ha un valore ben preciso rispetto al futuro produttivo del sito, che si conferma strategico per Solvay.

«I polimeri ad alte prestazioni prodotti in questo sito – puntualizza ancora Diotto – svolgono un ruolo chiave nello sviluppo  della mobilità sostenibile e tra i principali ambiti di applicazione si segnalano i motori elettrici, le auto ibride ed elettriche. Il Tecnoflon rappresenta una famiglia di gomme sintetiche straordinariamente versatili e con un’eccellente resistenza agli agenti atmosferici».

Ricerca e applicazione

Per il gruppo belga hanno partecipato alla presentazione del nuovo reattore di polimerizzazione, Marco Colatarci (Country Manager) e Carmelo Lo Faro, presidente del settore Materials del Gruppo Solvay, che comprende le attività di  Special Polymers e Composite Materials (circa tre miliardi di fatturato). «Con oltre 35  famiglie di prodotti e 1.500 formulazioni, grazie alla forte sinergia tra ricerca e applicazione, Solvay  Specialty Polymers – è stata la sottolineatura di Lo Faro – è leader nello sviluppo di materiali innovativi. Prodotti che sono in grado di  rispondere alle crescenti necessità di energia alternativa, acqua pulita, qualità della vita, nel pieno  rispetto di sostenibilità e sicurezza sul lavoro». I materiali innovativi sono in grado di resistere a sforzi meccanici, termici, corrosivi anche di forte intensità. La  combinazione di elevati standard e grande versatilità permette ai prodotti Solvay di essere fondamentali nella progettazione dell’industria dell’auto, delle batterie, dell’elettronica di consumo, dell’aerospaziale, dell’oil & gas, della sanità, dell’edilizia e in molti altri settori di applicazione. Alcuni esempi delle applicazioni degli elastomeri Tecnoflon: sistemi di iniezione del carburante ad alta pressione nei nuovi motori a combustione progettati per una maggiore efficienza e con dimensioni ridotte; motori elettrici che funzionano a velocità molto più elevate rispetto a quelli a combustione; batterie al litio per i veicoli elettrici e ibridi; guarnizioni per la tenuta di giunti e raccordi in impianti ad alta temperatura e in contatto con idrocarburi; guarnizioni per la tenuta di giunti e raccordi esposti al plasma e sostanza aggressive (come la produzione di microchip).

Chimica del fluoro

La chimica del fluoro di Spinetta Marengo oggi occupa seicento persone (cui si aggiungono circa quattrocento addetti di tutto l’indotto), dall’età media di 42 anni e un’anzianità aziendale di sedici anni. Il personale è residente per il 92 per cento in provincia e il 53 per cento ad Alessandria. La ricaduta economica sul territorio diretta è sintetizzata dal monte stipendi che si attesta intorno ai trenta milioni di euro all’anno.

Centomila tonnellate all’anno di traffico commerciale, oltre seicento prodotti, più di mille articoli, l’85 per cento della produzione indirizzata all’esportazione, sono altri numeri di una realtà industriale che lo stesso gruppo Solvay ha individuato, insieme a un altro sito, come ‘fabbrica del futuro’.

I prodotti finali

Nell’impianto Pfr viene realizzato l’elastomero a elevatissime prestazioni, adatto per applicazioni a temperature che vanno da meno 40 gradi a più 230 e dall’eccezionale resistenza a fluidi aggressivi come acidi organici e inorganici caldi, caustiche, ammine, chetoni, aldeidi, esteri, eteri, alcoli, combustibili, solventi, gas acidi, idrocarburi, vapore, acqua calda, soluzioni formate e flussi di processo misti. Il sessanta per cento della produzione è destinato a semiconduttori e microchip, poi ai settori della chimica, farmaceutica e alimentare, infine al comparto olio e gas dove è utilizzato proprio per l’altissima capacità di resistenza agli idrocarburi. La lavorazione avviene nelle ‘camere bianche’, ambienti di lavoro sterilizzati in cui i livelli di igiene dell’aria, pressione, temperatura, umidità e luminosità sono rigorosamente controllati.

In media è chimica il 14 per cento del valore di un’automobile o di una cucina, il 25 per cento di un divano o di una scarpa, il 30 per cento di un elettrodomestico o di un attrezzo sportivo, il 47 per cento di un paio di occhiali o di un cosmetico.

Solvay oggi si colloca fra le prime tre aziende mondiali per la maggior parte delle attività  e nel 2021 il fatturato netto è stato di 10,1 miliardi di euro. La società è quotata su Euronext Bruxelles e Parigi  (Solb).