Progettualità che possono cambiare assetti e scenari urbani, opportunità di sviluppo e collegamenti con il sistema economico: perché non si discute?

Le ha definite «grandiose idee per la città», a partire da una nuova mensa universitaria, laboratori, nuovi corsi di laurea ‘green’ e il futuro Dipartimento di sostenibilità ed economia circolare. Gian Carlo Avanzi, Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, lo ha fatto a Vercelli durante il recente roadshow della Regione Piemonte sul Recovery plan (per la realizzazione degli spazi per aule e laboratori in via Restano, nel rione Isola, il Comune investirà 2,8 milioni di euro del bando “Periferie”).

Poi ad Alessandria, durante il “Benvenuti in corsia”, la cerimonia che si è svolta nel salone dell’azienda ospedaliera per accogliere gli studenti del terzo anno del corso di laurea di medicina dell’Università del Piemonte Orientale (la prossima settimana faranno il loro ingresso nei reparti di Medicina interna, Medicina d’urgenza, Geriatria, Cardiologia, Pneumologia, Neurologia e Chirurgia generale), Avanzi ha parlato del futuro «grande progetto di campus che stiamo definendo per il capoluogo». Come noto, l’Università del Piemonte Orientale sta cercando uno spazio per realizzare «un campus universitario all’avanguardia da destinare ai corsi delle aree medico-sanitarie e dell’area umanistica». Dopo la scadenza del 15 febbraio dell’avviso pubblico per presentare per la ricerca di «un’area pianeggiante con una superficie compresa tra i 18.000 e i 22.000 metri quadrati, facilmente accessibile dalle vie già esistenti e nelle vicinanze del Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica (Disit), che ha sede in viale Michel nel quartiere Orti» sono arrivate due offerte. La prima sarebbe quella dei fratelli Derizio e della Habitarea Partecipazioni, proprietari dell’area dell’ex mercato ortofrutticolo. Pare non sussistano problemi di carattere urbanistico perché non verrebbe variata né la cubatura complessiva, né la destinazione d’uso, ma di sicuro rispetto al fronte economico (finanziamento pubblico-privato?) il piano è ancora da mettere a fuoco. La seconda offerta sarebbe arrivata da un gruppo del mondo del commercio alessandrino, ma relativo a un’area oltre il fiume Bormida che sarebbe stata giudicata non idonea. Per ora questo risultato dell’avviso pubblico è raccontato con il condizionale in quanto, benché approvato dal Consiglio di amministrazione, l’Ateneo non ha ancora comunicato ufficialmente l’esito.

Troppo silenzio e mancanza di progettualità globali

Due investimenti consistenti per progettualità forti, a Vercelli come ad Alessandria. Ma con una differenza che emerge man mano. A Vercelli, sede del Rettorato, appare ampia la sinergia con il territorio e la collaborazione istituzionale. Ad Alessandria, invece, l’Upo pare procedere per conto suo, dritta verso un insediamento che potrebbe ridisegnare spazi, pesi e ruolo stesso dell’Ateneo. Avanzi parla di campus, spazi residenziali, aule di studio, laboratori, addittura strutture sportive. E soprattutto di concentrare in questa zona i corsi delle aree medico-sanitarie e dell’area umanistica che ha invece sede a Palazzo Borsalino. Il potenziale rimescolamento delle carte dovrebbe accendere una attenzione che invece sembra mancare.

Così come sarebbe necessario chiarire meglio la strategia dell’Upo che guarda moltissimo alla sostenibilità con il ruolo sempre crescente del Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica (Disit). Alla nascita del Centro interdipartimentale sulla Sostenibilità Upo4Sustainability (il direttore è Enrico Boccaleri, alessandrino, docente associato di Chimica generale e inorganica al Disit) e al varo dei nuovi corsi laurea in Chimica Verde (sostituisce e rinnova il corso di Scienza dei Materiali – Chimica) e Gestione ambientale e sviluppo sostenibile, si aggiungerà il Dipartimento di sostenibilità ed economia circolare. Di questa ultima novità non si sa molto. Il Rettore ha fatto una breve comunicazione in Consiglio di amministrazione, ma non è ancora stato portato in approvazione. Il nuovo Dipartimento potrebbe nascere da una robusta costola del Disit, svilupparsi a Vercelli e vedere coinvolti diversi docente di altri Dipartimenti per una serie di insegnamenti specifici (come peraltro succede in quasi tutti i corsi di laurea).

Come verranno coinvolti invece i territori? Difficile rispondere perché quello alessandrino non si è dimostrato finora particolarmente reattivo. All’Upo si parla di economia circolare, sostenibilità, ricerca, innovazione. E sul territorio provinciale vi sono esempi di aziende all’avanguardia da fare invidia. Ma come sarà coinvolto il sistema produttivo, se lo sarà? Verrà aperto un confronto con le pubbliche amministrazioni, le rappresentanze degli imprenditori, l’ente camerale? Per ora tutto sembra avvolto nella bambagia. Che non stupisce molto, comunque. In vista dell’incontro “Piemonte Cuore d’Europa – Diamo forma al futuro, rivolto al partenariato istituzionale, economico, sociale” organizzato dalla Regione Piemonte che il 5 marzo, al mattino, toccherà Alessandria, sembra che nessuno si sia preparato. Mentre nella vicina Asti (che incontrerà la Regione sempre il 5 marzo, ma nel pomeriggio) sono stati organizzati numerosi tavoli di lavoro per presentare proposte condivise e nello stesso tempo è stato affidato al polo universitario astigiano il compito di analizzare una serie di progettualità di sviluppo.