monf1È chiaro che in questa fase tutta l’attenzione sia concentrata sulla sanità, sulla gestione dei pazienti, sul prezzo che il sistema italiano sta pagando alla luce delle scelte del passato che hanno penalizzato professionalità e reparti (a cominciare dalle terapie intensive), sulle cure e sul futuro vaccino, ma le conseguenze del coronavirus sull’economia, italiana e internazionale, sono l’altra emergenza per ora ancora troppo poco raccontata e affrontata. «L’impatto sull’economia locale, come su quella nazionale, sarà rilevante se tale situazione non sarà fronteggiata in tempi rapidi e con misure e strumenti non convenzionali. Occorre un piano di azione e reazione per contrastare gli effetti dell’arretramento dell’economia» dice Maurizio Miglietta, presidente di Confindustria Alessandria, in ovvia sintonia con il presidente nazionale, Vincenzo Boccia. «Questo deve essere il momento dell’ambizione e del coraggio, riteniamo necessario un piano di investimenti che punti a realizzare infrastrutture materiali, sociali e immateriali all’avanguardia. Questo richiede risorse congrue e strumenti incisivi. Oltre ad interventi urgenti che rimuovano le situazioni di blocco operativo e produttivo delle imprese, che sono state generate e, per alcuni aspetti, persino alimentate e ampliate dai provvedimenti restrittivi adottati per fronteggiare l’emergenza sanitaria» Nella sede di Confindustria Alessandria è stato poi attivato un “Help Desk Coronavirus” per supportare e informare le imprese sull’evoluzione delle disposizioni, in aggiornamento continuo anche sul sito http://www.confindustria.al.it.

Intanto i settori alberghiero e il mondo del turismo lanciano un grido accorato di allarme perché in questi giorni la contrazione degli affari va dal 50 al 90 per cento, con perdite di fatturato milionarie. Il quadro è nero, come spiega Giovanna Scacheri, presidente di Federalberghi della provincia di Alessandria. «È congelata la ricettività business, congressuale, leisure, scolastica e religiosa in tutto il Paese, da nord a sud si assiste allo stesso scenario di profonda recessione. I miei associati che raggruppano le principali strutture alberghiere dell’intera provincia, con esclusione del Comune di Acqui Terme, riportano solo cancellazioni di prenotazioni già confermate e assenza di nuove per i prossimi mesi. Tutta la provincia di Alessandria – spiega Scacheri – è caratterizzata da un turismo business, normalmente le aziende prenotano il venerdì per la settimana successiva, ora riceviamo solo disdette, in quanto tutte le aziende hanno adottato il “trave freezer”, cioè il blocco dei viaggi per i loro dipendenti, collaboratori, clienti, pertanto, le perdite riscontrate raggiungono quote del’80/90 per cento. L’occupazione delle camere è ai minimi storici, registriamo un’occupazione che va dallo zero al 20 per cento, nel migliore dei casi, azzardando a dare un indice di occupazione media del 10 per cento, annullata completamente l’occupazione delle sale meeting». Un danno che viene quantificato in una perdita di fatturato «di decine di migliaia di euro per ogni struttura, per alcune si toccano le centinaia di migliaia, ma il totale dei danni è facilmente immaginabile, ma è troppo presto per fare una stima precisa poiché gli effetti continueranno nei prossimi mesi. Inoltre – aggiunge Scacheri – alcune strutture alberghiere a conduzione famigliare hanno già manifestato l’intenzione di chiudere, non è possibile lavorare senza incassi, mentre le aziende più strutturate non potranno a breve mantenere gli attuali livelli occupazionali».

Federalberghi parla chiaro: sono necessari interventi concreti a salvaguardia delle 300.000 imprese alberghiere italiane e la Federazione nazionale ha chiesto al governo di adottare urgenti misure fra cui la concessione di indennizzi per le imprese e i lavoratori autonomi del turismo, l’intervento del fondo integrazione salariale e della cassa integrazione in favore di tutte le aziende e tutti i dipendenti, la sospensione delle varie scadenze, una campagna straordinaria di promozione del sistema turistico e il rilancio dell’immagine dei territori. «Il Piemonte – sottolinea Giovanna Scacheri – per alcune misure di sostegno, come gli ammortizzatori sociali, è stato dimenticato. A livello locale, Federalberghi della provincia di Alessandria presenterà un’istanza alle amministrazioni comunali affinché siano attuati provvedimenti inerenti quei tributi locali che maggiormente gravano sulle imprese turistiche».

In campo anche il Comitato Agenzie di viaggio di Alessandria e Piemonte. «In questi giorni – si legge su una nota – stiamo avendo molti contatti e ricevendo parecchie richieste di informazioni da parte di consumatori che hanno prenotato sul web il viaggio, di vacanza o di lavoro, e in questo difficile momento non sanno come gestire le proprie prenotazioni. Rimbalzati da un calla center all’altro, in attesa di risposte che non arrivano, con hotel che negano i rimborsi, condizioni poco chiare delle assicurazioni (qualora siano state stipulate) chiedono consulenza a noi professionisti agenti di viaggio su come muoversi in questo caos». E mentre affiancano i clienti in questa fase complicatissima, un gruppo di agenzie viaggi del nord Italia ha deciso di organizzare il 16 marzo una manifestazione (se non verrà rinviata in caso di proroga degli attuali provvedimenti governativi) davanti alla Regione Piemonte per sollecitare interventi mirati.