negri«Il mesotelioma sarà uno dei campi ricerca prioritari del Dipartimento di oncologia». Le parole di Maurizio D’Incalci arrivano alla fine dell’intervento che ha aperto il workshop promosso dall’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’ e che ha avuto come ospiti alcuni professionisti dell’istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’ di Milano (è un Irccs, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico). D’Incalci, direttore del Dipartimento di oncologia del ‘Negri’, ha presentato l’istituto e poi focalizzato l’intervento sull’attività di ricerca, ricordando, fra l’altro, il rapporto di collaborazione ormai ventennale con Federica Grosso, dirigente medico di oncologia e responsabile della struttura semplice dipartimentale ‘Mesotelioma’ dell’ospedale alessandrino.

Il workshop ospitato nel salone dell’ospedale e promosso nell’ambito della convenzione tra l’azienda ospedaliera e l’istituto Negri, ha rappresentato un primo, forte, momento di confronto fra gli esperti milanesi e i medici alessandrini. Che non solo hanno partecipato, ma dialogato e posto domande durante le due ore di relazioni. Se alcune collaborazioni già esistono, nel caso di Federica Grosso o della Cardiologia diretta da Gianfranco Pistis, altre se ne potrebbero aggiungere nel prossimo futuro. «È l’inizio di un percorso che necessita del coinvolgimento di tutti» ha osservato Antonio Maconi, responsabile dell’Infrastruttura Ricerca Formazione e Innovazione dell’ospedale. E che il rapporto con l’istituto milanese sia fondamentale, lo ha ricordato Giacomo Centini, direttore generale dell’azienda ospedaliera, confermando la volontà di «istituzionalizzare sempre di più l’attività di ricerca scientifica». Dagli interventi successivi, moderati da Federica Grosso, è arrivato uno spaccato di attività di assoluto rilievo nel panorama italiano e internazionale (il ‘Negri’ non ospita pazienti e il lavoro svolto è esclusivamente di ricerca, ndr) e che ha trovato giù alcuni filoni in comune con Alessandria. C’è quello del mesotelioma e della cardiologia di Pistis (per l’utilizzo dei farmaci beta bloccanti: è uno studio clinico in corso che coinvolge circa mille pazienti), ma aperture e proposte di collaborazione sono arrivate anche da medici di altre specialità come la neurochirurgia.

Le relazioni sono state svolte da Maurizio D’Incalci, Enrico Garattini (Capo laboratorio di Biochimica e farmacologia molecolare), Roberto Latini (Capo Dipartimento di Medicina cardiovascolare), Gianluigi Forloni (Capo Dipartimento di Neuroscienze), Antonio Clavenna (Capo Unità di salute pubblica). «L’iniziativa si è collocata nel contesto dei seminari organizzati allo scopo di promuovere una cultura della ricerca sempre più condivisa tra gli operatori aziendali. Proseguiremo con altre iniziative coinvolgendo anche l’Università del Piemonte Orientale» ha concluso Antonio Maconi, ricordando che questa iniziativa, come molte altre, si inserisce nel percorso che punta al riconoscimento di Irccs per l’ospedale di Alessandria.

L’istituto ‘Mario Negri’ è una fondazione non profit per la ricerca, la formazione e l’informazione sulle scienze biomediche.