aziendaPremiata per la strategia di internazionalizzazione. E nuovamente nel mirino di gruppi internazionali. È la Guala Closures di Alessandria, 4.700 dipendenti, 29 stabilimenti in 5 continenti, oltre 15 miliardi di chiusure vendute ogni anno un fatturato 2018 di 543 milioni di euro. La società guidata da Marco Giovannini (presidente e amministratore delegato) ha ricevuto, in occasione della cerimonia di consegna del ‘Premio Eccellenze d’impresa 2019’ (nato dalla partnership tra Gea-Consulenti di Direzione, Arca Fondi Sgr e Harvard Business Review Italia), la menzione speciale per le «strategie di internazionalizzazione che l’hanno portata ad avere una presenza attiva in oltre cento paesi. Un footprint globale certificato anche dai risultati economici del Gruppo che fanno registrare un fatturato realizzato per più del novanta per cento all’estero» si legge su una nota. Lo stesso Giovannini, per l’occasione, ribadisce che l’internazionalizzazione è l’asset strategico «realizzato all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità, elementi capaci di portare un vero valore aggiunto ai clienti e a tutte le comunità dei paesi in cui operiamo».

Finora dai cinque centri di ricerca e sviluppo sparsi in tutto il mondo sono usciti oltre 140 brevetti che hanno cambiato completamente il mercato delle chiusure per bevande. Un esempio è l’ultimo prodotto: i tappi connessi per vino, liquori e olio d’oliva. La linea si chiama Něstgate e comprende, al momento, sette chiusure per vino, liquori e olio d’oliva, dal design elegante; prevede un’ampia scelta di varianti fra legno e sughero, anti-riempimento, rivestimento in alluminio o resina per il segmento lusso. I tappi sfruttano la tecnologia Nfc che con un semplice ‘tocco’ viene raccontato al consumatore il brand che, a sua volta, potrà raccogliere dati per le relazioni con i clienti e per controllare la tracciabilità dei prodotti.

Guala Closures cresce, conquista nuovi mercati, però l’andamento in Borsa è abbastanza altalenante. «L’attenzione del mercato – scriveva Il Sole 24 Ore una decina di giorni fa – è alimentata dal recente calo del titolo Guala in Borsa (-35 per cento dai massimi del debutto), che secondo molti osservatori lo rende particolarmente appetibile». E infatti, sempre secondo il quotidiano economico, sarebbe questa la ragione dell’interesse di fondi e multinazionali Usa per rilevare la società dalle radici alessandrine. Per ora, comunque, si parla di generiche manifestazioni di interesse che non si sono ancora tradotte in offerte dettagliate. Guala Closures sarebbe al centro dell’interesse di gruppi come l’americano Silgan Holdings. Ma paiono tornare di attualità i fondi internazionali di private equity, come Astorg e Advent, che hanno manifestato interesse per l’operazione nella prima parte dell’anno.