economia

Gian Paolo Coscia, presidente della Camera di Commercio di Alessandria, ha usato parole incoraggianti: «Per l’economia alessandrina c’è qualche spiraglio di luce in più». Ma l’analisi dei dati evidenzia alcuni andamenti negativi che invece dovrebbero fare mantenere alta l’attenzione. Perché se è vero che il valore aggiunto, la produzione industriale, l’occupazione, l’esportazione hanno un segno ‘più’ decisamente elevato, è anche vero che alcune delle criticità di fondo del tessuto produttivo restano irrisolte. La ‘Giornata dell’economia’ celebrata ad Alessandria ha consegnato una fotografia in cui le contraddizioni non mancano, a cominciare dall’andamento negativo del turismo fino al focus sulle industrie che evidenzia, fra l’altro, durante il 2018 parecchi investimenti, principalmente in macchinari e attrezzature, che però per il 50 per cento sono stati inferiori a 25.000 euro e con l’autofinanziamento che ha rappresentato il canale principale di finanziamento. La maggior parte delle industrie «non ha usufruito di nessun incentivo (credito d’imposta, superammortamento, iperammortamento, nuova Sabatini)». Inoltre più della metà delle industrie «non ha introdotto innovazioni nel biennio 2016-2017 e nel 2018 si prosegue nello stesso solco. Quando le innovazioni sono state introdotte hanno riguardato principalmente l’acquisizione di macchinari e di software e/o hardware, con poca attività di ricerca e sviluppo all’interno dell’azienda» recita il rapporto camerale.

Che la produzione abbia registrato un + 2,8 per cento nel quarto trimestre dello scorso anno (il miglior dato del Piemonte) e che il valore aggiunto (la differenza tra il valore finale dei beni e servizi prodotti e il valore dei beni e servizi acquistati per essere impiegati nel processo produttivo) provinciale nel 2018 sia stato pari a 10.856,8 milioni di euro, registrando un aumento rispetto al 2017 di +1,7 per cento, sono elementi positivi. Così come l’occupazione che nel 2018 è aumentata rispetto all’anno precedente: il dato è +0,6 per cento, pari a 1.000 occupati in più (172.000 unità, contro le 171.000 del 2017). A fine anno del numero di imprese iscritte al registro camerale era di 42.804 con in calo dello 0,84 per cento rispetto al 2017. Un dato definito «fisiologico e non preoccupante» dice Coscia. Bene l’export con un valore finale di 6,8 miliardi di euro pari a un più 5,5 per cento (vale 360 milioni) sul 2017, mentre è stato di 2,8 miliardi il saldo della bilancia commerciale estera.

Sul fronte del mondo del credito c’è da registrare il valore dei depositi bancari e del risparmio postale che si è attestato su 10,5 miliardi di euro con un incremento del cinque per cento (506 milioni) sul 2017, mentre continuano a calare gli sportelli bancari, passati da 241 a 205 (meno quindici per cento). Ma una delle ombre maggiori arriva dal turismo, settore tanto decantato e sulla bocca di tutti. Il presidente dell’ente camerale rilancia ancora il richiamo «a fare il gioco do squadra», un mantra ripetuto in modo ossessivo da anni e anni. Intanto le presenze totali di turisti nel 2018 sono state 696.616, registrando una variazione rispetto al 2017 di -7,97 per cento (-60.347). Gli arrivi totali nel 2018 sono stati 327.758, pari a una variazione sul 2017 di -1,44 per cento (-4.783).

La provincia di Alessandria può contare su un robusto tessuto di imprese femminili che a fine 2018 erano 9.984 su 42.804, pari al 23,3 per cento, portando il territorio al primo posto in Piemonte per le aziende in rosa. Però l’altro dato negativo che deve preoccupare è quello delle imprese giovani. «L’analisi territoriale – si legge sul rapporto dell’ente camerale – rivela come l’imprenditoria giovanile assuma una rilevanza maggiore nei sistemi imprenditoriali di Novara (9,7 per cento) e Torino (9,5 per cento), mentre risulti meno diffusa a Biella (7,3 per cento) e a Alessandria (7,6 per cento). Nel 2017 le imprese giovanili rappresentavano l’8,1 per cento del totale imprese in provincia di Alessandria. L’anno scorso sono state il 7,6 per cento, per un totale di 3.239 imprese, presenti principalmente nel commercio, nelle costruzioni e nell’agricoltura». Cosa significa? Scarsa capacità di fare impresa, impreparazione, poca voglia di rischiare? Oppure difficoltà ad accedere al credito e scarsa fiducia del sistema locale verso i giovani che vogliono fare impresa?

La ‘Giornata dell’economia’ ha infine riservato una sorpresa, tutta da analizzare e approfondire: quattro nuove frontiere dell’export alessandrino. Argentina, India, Svezia e Tunisia pur registrando una bassa quota delle esportazioni mostrano, nel triennio 2016-2018 e come variazione 2018 sul 2017, una crescita significativa. Le quote export 2018, che vanno dai 26 ai 38 milioni di euro, hanno registrato crescite definite «decise», con la punta di +151 per cento verso l’Argentina. Le principali esportazioni verso questo paese sono state concentrate nei giochi e nei giocattoli, passati da zero a 20 milioni di euro di valore. L’India si contraddistingue soprattutto per i prodotti chimici di base, la Svezia per gli articoli in materie plastiche e articoli in gomma, la Tunisia per motori e generatori elettrici, metalli di base preziosi.