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La Fondazione Slala (Sistema logistico del nord ovest d’Italia) di Alessandria allarga il campo d’azione, come aveva annunciato qualche tempo fa il presidente Cesare Rossini, e istituisce la Commissione Mobilità che si dovrà occupare di quella delle persone. «Questa è l’altra mission che ci è stata affidata e l’istituzione della Commissione – spiega Rossini – è stata suggerita dalla Prefettura di Alessandria per dare una cornice istituzionale all’attività di coordinamento delle iniziative che si occupano della mobilità delle persone». Una precisa indicazione in questa direzione era arrivata dal Comune di Alessandria, mentre sempre il capoluogo ha visto nascere il progetto #inunorasolativorrei per il potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Alessandria e Milano che si è concretizzato in una consultazione popolare che si è conclusa con la raccolta di oltre 30.000 firme.

Per affrontare la complessa questione della mobilità delle persone, la Fondazione Slala ha così deciso di costituire una Commissione che ha il compito di concretizzare nell’arco di pochi mesi una serie di analisi e proposte da portare ai tavoli istituzionali. Alla presidenza è stato indicato Alessandro Traverso, mentre i componenti sono Giovanni Currado, Vittorio Alberto Ferrari, Vittorio Gatti, Francesco Mariani, Angelo Marinoni, Luciano Pasquale, Federico Riboldi, Paolo Maria Ronchetti, Giancarlo Triggiani, Gianluca Veronesi, Fabrizio Vincis, Egidio Zoncada. Gli invitati permanenti sono i presidenti delle Province di Alessandria, Gianfranco Baldi, di Asti, Marco Gabusi, e di Savona, Pierangelo Olivieri. «Se Slala deve pensare a creare relazioni (non è un tavolo decisionale) con Piemonte, Liguria e Lombardia operando come soggetto sovraterritoriale (con l’approvazione del nuovo statuto è diventata fondazione di partecipazione, ndr), lo farà adesso anche rispetto alle persone perché le esigenze manifestate dagli enti locali e dai cittadini di Alessandria in realtà superano i confini locali e coinvolgono – precisa Rossini – anche i territori di Asti e di Savona». L’esigenza di collegamenti migliori verso la Lombardia e la Liguria è un dato di fatto che appare quasi scontato, benché né le politiche del trasporto ferroviario, né quelle pubbliche abbiamo inciso in modo significativo, in Piemonte, in questo senso. Le scelte del gruppo Fs sono state all’insegna dei tagli per i collegamenti a lunga percorrenza, mentre l’Agenzia per la mobilità piemontese ha manifestato limiti evidenti conservando una impostazione torinocentrica (per il trasporto su gomma come per quello su rotaia) come appare evidente anche analizzando la ripartizione storica delle risorse che per il bacino sud est (Alessandria – Asti) restano lontanissime dalle necessità reali. L’agenzia è l’ente responsabile per la pubblica amministrazione della mobilità collettiva su tutto il territorio regionale. Sul piano della programmazione opera per bacini territoriali: metropolitano di Torino, sud ovest (Cuneo), nord (Biella, Novara, Vercelli, Verbano Cusio Ossola), sud est (Alessandria e Asti). Le quote di partecipazione sono però differenti: Regione Piemonte 25 per cento, Città di Torino 25 per cento, Città metropolitana di Torino 11 per cento, sud ovest 13 per cento, sud est 11 per cento.

Intanto proseguono le richieste di adesione alla Fondazione Slala e fra le ultime vi sono quelle del Comune di Asti, di Amag Mobilità di Alessandria, dei Comuni di Arquata Scrivia e Crescentino e della Provincia di Savona. Sullo sfondo restano i grandi temi, a partire da quello dello scalo ferroviario di Alessandria, area da un milione di metri quadrati al centro di moltissime parole, ma finora molto meno di fatti concreti. Come ha recentemente ricordato sia Slala in occasione del convegno promosso da Cgil e ‘Città Futura’, sia Rodolfo De Dominicis (presidente e amministratore delegato di Uirnet, società partecipata dai principali attori del sistema logistico italiano che ha come obiettivo “mettere in rete il mondo dei trasporti e della logistica” e di cui Slala detiene una partecipazione del cinque per cento) la legge ha assegnato al Commissario straordinario (Marco Bucci, sindaco di Genova, ndr) per la ricostruzione l’attività di progettazione dello scalo di Alessandria si «attende con fiducia che venga dato il disco verde per l’inizio delle attività. È chiaro – sono parole di De Dominicis – che la progettazione dovrà tener conto dei piani e delle indicazioni di Mercitalia e di Rfi, che devono essere coinvolte dal primo momento. È altresì chiaro che il Comune di Alessandria dovrà fare la sua parte indispensabile per dare una connotazione operativa alle politiche di sviluppo del territorio. Anche la Fondazione Slala – assicura il presidente e amministratore delegato di Uirnet – farà la sua parte». Per avviare il progetto del nuovo centro merci di Alessandria, ricorda Cesare Rossini, il commissario dovrà individuare e nominare un soggetto tecnico «di comprovata professionalità in grado di supportarlo nell’impostazione e sviluppo delle attività», quindi è necessario delineare «le linee guida e il percorso per arrivare a un progetto di fattibilità tecnico-economica».