Maurizio Miglietta

Essere “più competitivi”. Utilizzare i contributi per l’innovazione come “stimolo in più, ricordando che però non si vive di contributi”. Sul fronte del ‘4.0’ gli incentivi sono importanti, ma lo è ancora di più “investire sulla competenza, anche attraverso un rinnovato rapporto con il mondo della scuola”. Maurizio Miglietta, presidente di Confindustria Alessandria, coglie l’occasione dell’indagine congiunturale trimestrale (edizione numero 175) che rileva le previsioni di attività delle imprese associate per il trimestre luglio-settembre (hanno collaborato novantuno aziende associate tra le manifatturiere e quelle dei servizi alla produzione) per precisare quello che sarà il ruolo associativo sotto la sua guida. Prima di dare la parola a Giuseppe Monighini (responsabile dell’Ufficio Studi) e a Renzo Gatti (direttore di Confindustria Alessandria), arriva l’annuncio: “È mia intenzione portare il principio dell’etica d’impresa all’interno dell’associazione. Ci sono piccole e grandi cose che si possono fare sul territorio e insieme ad altri”. Maurizio Miglietta ha guidato l’organizzazione dopo le dimissioni di Luigi Buzzi per poi essere eletto all’inizio di luglio al vertice associativo. Ha toni pacati, ma decisi, e idee chiare su cosa dovrà fare la Confindustria alessandrina dopo la decisione di abbandonare la fusione con le territoriali di Vercelli e Novara. “Abbiamo individuato poche, ma fondamentali, priorità. Il rapporto tra le imprese e la burocrazia, la necessità di avere infrastrutture efficaci, realizzate in tempi adeguati e con la giusta condivisione del territorio perché il tema della logistica è cruciale in una provincia come quella alessandrina. E poi – aggiunge – è necessario un lavoro comune tra le imprese, la scuola e l’università per rendere sempre più utile l’alternanza e la formazione congiunta. Le competenze, soprattutto quelle innovative, e il costante rafforzamento del capitale umano, sono il primo elemento di successo delle nostre imprese nella competizione globale, e lo sono in ogni settore produttivo, come lo sono nella gioielleria, che come noto contribuisce in modo assai rilevante alle esportazioni della provincia”.

Miglietta, presidente e amministratore delegato di Euromac Costruzioni Meccaniche di Villanova Monferrato, commenta i risultati dell’indagine, che rileva un rallentamento dell’economia, con un occhio attento anche a quelle che potranno essere le conseguenze per le imprese degli atti che “la politica metterà in campo, a partire da quelli sul fronte del lavoro e degli ammortizzatori sociali” e con la prudenza di chi non ama fare passi troppo lunghi su terreni incerti. “Gli indici – dice – sono meno alti rispetto al periodo di massima espansione registrata a fine 2017 e inizio 2018, ed evidenziano quel rallentamento riscontrato anche a livello regionale, nazionale e internazionale. Influiscono senza dubbio le crescenti criticità sul fronte geopolitico internazionale e italiano”. I numeri sono “meno positivi, sono però tutti positivi” precisa Monighini con un gioco di parole che significa che le imprese stanno comunque bene, sopratutto se si guarda all’alta propensione agli investimenti (in aumento) e l’elevato grado di utilizzo degli impianti (è al 78 per cento, “quasi al massimo”).

Le flessioni sono fisiologiche anche in considerazione del mese di agosto e come conseguenza, nel settore dei servizi alle imprese, della stagionalità. C’è però un trend che andrà verificato nei prossimi mesi. Ed è quello dei settori della chimica e della gomma-plastica. Ci sono voci positive, ma certe previsioni pari a ‘zero’ preoccupano perché la chimica è un termometro dell’economia che anticipa quella che sta per accadere. L’occupazione è indicata in calo, la produzione passa dal +15 del trimestre precedente a – 26 e crollano gli ordini totali (da + 15 a – 13) e gli ordini export (da + 15 a – 13). Nella gomma-plastica sono a zero le voci delle previsioni per l’occupazione (era a + 22) e degli ordini. In provincia di Alessandria la chimica ha una robusta presenza di società multinazionali che, proprio perché operano sui mercati internazionali, fanno i conti in anticipo con le tendenze dell’economia. E per questo è necessario attendere qualche mese per mettere a fuoco meglio quelle che saranno le evoluzioni.

Questa la sintesi dell’indagine. “La previsione dell’occupazione è a +6, quella della produzione a +13, degli ordini totali a +7, ordini export a +12, e quella della redditività a +3. La previsione di ricorso alla cassa integrazione si mantiene molto bassa ed in calo ed è formulata dall’uno per cento degli imprenditori del campione, così come sono sempre in netta maggioranza gli intervistati (il 76 per cento) che prevedono invariata l’occupazione. È invece in rialzo e sempre alta la propensione ad investire, che segnala investimenti significativi o marginali, che è dichiarata dal 79 per cento degli intervistati, e permane elevato e stabile il grado di utilizzo degli impianti al 78 per cento della capacità. Scende il ritardo negli incassi che è segnalato dal 27 per cento degli imprenditori, e l’indice di chi ha lavoro per più di un mese è al 79 per cento. Si riscontra un andamento analogo anche con il raffronto con i dati della congiuntura a livello regionale. I settori produttivi più rappresentativi, il metalmeccanico, la chimica e la gomma-plastica, indicano buone previsioni anche se nel complesso in calo rispetto al trimestre precedente, ed il comparto alimentare, influenzato dalla stagionalità, presenta dati tutti positivi. Attese in flessione emergono dalla rilevazione riferita al settore dei servizi alle imprese: la previsione dell’occupazione a zero, livello di attività a +8 e nuovi ordini a +8, e ordini export a zero. Ma permane buona la propensione ad investire e l’utilizzo delle risorse”.