Confindustria sede

L’industria va bene. La crescita c’è ancora (anche se con qualche lieve flessione rispetto ad alcuni indicatori). L’esportazione tiene in modo altrettanto positivo, benché non manchino i timori per le politiche protezionistiche e per la guerra dei dazi che vedono in contrapposizione gli Stati Uniti d’America e la Cina. L’edizione numero 174 dell’indagine congiunturale trimestrale di Confindustria Alessandria (hanno collaborato 105 aziende su circa cinquecento associati) parla di “riscontri tutti positivi e nel complesso in miglioramento” in ogni settore. Un esordio all’insegna dei segni ‘più’ per Maurizio Miglietta (presidente della Euromac di Villanova Monferrato, 120 dipendenti, produce taglierine ribobinatrici per film plastici, carta, alluminio e altri materiali per il packaging alimentare e non) che ha assunto le redini dell’associazione come ‘facente funzioni’ dopo le dimissioni di Luigi Buzzi. Un incarico a tempo, perché Confindustria Alessandria deve decidere cosa fare da grande: proseguire nel percorso verso la fusione con le associazioni di Vercelli e Novara per dare vita alla nuova Confindustria del Piemonte Orientale, oppure lasciare tutto come è ora e conservare il rapporto di collaborazione con l’Unione industriale di Asti con la quale sono in condivisione alcuni servizi e la storica rivista ‘Unindustria’.

Alla domanda precisa, Miglietta non risponde. Conferma solo che, dopo l’assemblea privata che si è svolta ieri, le deliberazioni sulle aggregazioni “sono di competenza del Consiglio Direttivo che è stato convocato per venerdì 4 maggio”. Da un successivo scambio di opinioni emerge in modo abbastanza chiaro che le posizioni all’interno dell’associazione degli industriali di via Legnano sono praticamente le stesse emerse da diverso tempo e che hanno spinto Luigi Buzzi a dimettersi all’inzio di febbraio. “Constatato che all’interno del Consiglio Direttivo non si poteva più raggiungere una convergenza abbastanza ampia per completare il progetto di aggregazione con le associazioni industriali di Vercelli e di Novara, ho preferito fare un passo indietro per evitare più gravi conseguenze per l’associazione, con l’auspicio che questa scelta possa facilitare una ricomposizione di nuovi equilibri di consenso” aveva detto Buzzi all’atto dell’abbandono della carica. Una situazione che evidentemente non è cambiata molto rispetto a un paio di mesi fa. In ogni caso, pare che la strada della fusione fra vercellese e novarese dovrebbe andare avanti anche nel caso di una rinuncia da parte alessandrina.

Le notizie più positive arrivano comunque dal clima che si respira fra gli imprenditori con previsioni positive, sul solco di quanto registrato in occasione del primo trimestre 2018. “Sono in rialzo – spiega Giuseppe Monighini, responsabile dell’Ufficio Studi di Confindustria Alessandria – i dati relativi alla previsione dell’occupazione a +21, della produzione a +28, degli ordini totali a +26 e quello della redditività a +12, e resta ampiamente positivo, anche se in flessione, l’indice degli ordini export a +13. La previsione di ricorso alla cassa integrazione si mantiene molto bassa ed in diminuzione ed è formulata dal tre per cento degli imprenditori del campione, così come sono sempre in netta maggioranza gli intervistati (il 73 per centto) che prevedono invariata l’occupazione. È in rialzo e permane elevato il grado di utilizzo degli impianti al 78 per cento della capacità, ed è sempre alta la propensione ad investire, che segnala investimenti significativi o marginali, che è dichiarata dal 73 per cento degli intervistati. Si conferma ad un livello accettabile il ritardo negli incassi che è in calo ed è segnalato dal 33 per cento degli imprenditori, e l’indice di chi ha lavoro per più di un mese aumenta ed è all’84 per cento”. Il raffronto con i dati della congiuntura a livello regionale mostra “peraltro un andamento analogo, ma con indici anche migliori per la provincia alessandrina rispetto alla media piemontese e in particolare per le attese sugli ordini all’esportazione”. E proprio il portafoglio ordini mette in evidenza un complessivo +84 per cento contro il precedente +77 per cento.

I settori produttivi più rappresentativi, metalmeccanico, chimica e gomma-plastica, mostrano “buone previsioni anche se nel complesso in calo rispetto al trimestre precedente, mentre il comparto alimentare, influenzato dalla stagionalità, presenta indicatori tutti positivi e in rialzo”. Anche dalla rilevazione riferita al settore dei servizi alle imprese “emergono riscontri ancora positivi: risalgono la previsione dell’occupazione a +31, del livello di attività a +35 e dei nuovi ordini a +26, mentre sono in calo le attese per gli ordini export a +13. Permane buona la propensione a investire”.