pronto soccorso

E così, nel giorno della presentazione pubblica del Bilancio sociale e di missione 2015-2018 dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’ di Alessandria, arriva la notizia che Davide Dealberti, chirurgo ginecologo specializzato in chirurgia mini invasiva e in complessità ostetriche, ha deciso di valutare ufficialmente se esistono gli estremi per fare ricorso. Il medico ha infatti affidato l’incarico agli avvocati Gian Paolo Sartirana di Alessandria e Marco Durante dello studio Fieldfisher di Torino di tutelare i proprio diritti. I legali, dopo una attenta valutazione, dovranno decidere “quali azioni attuare e quale giurisdizione adire, amministrativa ovvero ordinaria”, come precisa una nota diffusa nella serata di ieri.

La vicenda ha segnato le ultime settimane di mandato di Giovanna Baraldi (scade alla fine di aprile), direttore generale dell’ospedale che ha deciso di assegnare la direzione della struttura complessa di Ginecologia e Ostetricia, a Nicola Strobelt che si è classificato al terzo posto con un punteggio di 70/100. Al primo posto la commissione esaminatrice ha invece indicato Dealberti (dirigente medico di primo livello dell’azienda ospedaliera dal 2008) con 81/100 e al secondo Vittorio Aguggia con 71/100. “Perché tra due candidati con la stessa aderenza al profilo professionale ricercato dall’azienda ospedaliera ed espresso nel bando di concorso, a parità di punti conseguiti, 11 su 15 per entrambi (punti previsti per l’aderenza al profilo ricercato), la scelta è poi ricaduta sul candidato che si è qualificato nella terna con ben 11 punti in meno”? Questa è la domanda cui dovrà rispondere l’azione che verrà intrapresa dai legali.

Intanto la Regione Piemonte pare decisamente avviata verso la proroga di un mese degli incarichi direzionali di tutte le aziende ospedaliere e sanitarie. Un tempo necessario per nominare i nuovi dirigenti e non ricorrere quindi a commissariamenti. Alessandria compresa. Infatti l’orientamento sarebbe quello di nominare direttori per tutte le realtà aziendali, con la conseguenza che rallenta, di fatto, il processo della fusione tra Asl e Aso ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’, benché il percorso sia stato avviato, e ora è all’esame della Commissione regionale Sanità, con la delibera della giunta regionale che indicava come operativa la fusione dal primo gennaio 2019.