Borsalino

Dieci anni di ‘Borsalino’. Dieci anni di un centro di riabilitazione che è uno dei punti di riferimento della sanità non solo alessandrina. Dieci anni di storia in cui si è sviluppato un positivo rapporto fra il pubblico e il privato, con il primo intervento, determinante, della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria che ha investito risorse milionarie per costituire la società ‘Borsalino 2000’ e procedere alla ristrutturazione dello storico edificio firmato Gardella e che ha ospitato prima il sanatorio e poi due reparti di pneumologia dell’ospedale del capoluogo. Dieci anni celebrati sabato e che sono stati scanditi dal convegno scientifico ‘Sport insieme’, dal momento ufficiale di celebrazione alla presenza di Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità, dalla inaugurazione della Serra Orticolturale, dono di Anna Canepa e Giuseppe Anfossi, dall’intitolazione dell’area sportiva polifunzionale in memoria di Luisa Bruni, specialista in Medicina fisica e riabilitazione, e dalle molte associazioni culturali e sportive che hanno animato il pomeriggio.

Le cronache parlano dei discorsi ufficiali, degli assessori e dei direttori, della politica (peraltro non eccessivamente rappresentata, complice anche l’assenza della rappresentanza del Comune di Alessandria), mentre scarseggiano i racconti di chi ogni giorno anima gli spazi di un complesso che costituisce uno dei capolavori dell’architettura razionalista italiana. Certo, gli operatori sono stati tutti ringraziati, però forse non è emerso del tutto il ruolo, indispensabile, che svolgono, anche oltre quello strettamente professionale. La festa del decennale è stata la sintesi di questa azione corale, in cui il sorriso non manca mai, che forse avrebbe meritato, da parte del capoluogo, una maggiore attenzione.

 

borsalino day

Una attenzione che ora si riaccende sul fronte della complessa attività che quotidianamente si svolge nei reparti, nelle palestre, negli ambulatori. Salvatore Petrozzino ha lasciato ad agosto l’incarico per la Casa della Salute di Torino e oggi sono tre le figure chiave del ‘Borsalino’: Marco Polverelli (guida il Dipartimento di Riabilitazione – Medicina fisica e riabilitazione), Luca Perrero (direttore della Struttura complessa di Neuroriabilitazione e Unità spinale), Ennio Mantellini (responsabile della Struttura semplice di Riabilitazione cardio-respiratoria). È con questo assetto che il centro di riabilitazione si prepara ad affrontare una nuova stagione di crescita. Perché solo questa può consentire di potenziare l’attività e recuperare un’ala del primo piano che a oggi resta inutilizzata. Dal dicembre del 2006, quando entrarono al ‘Borsalino’ i primi venti pazienti, è cambiato moltissimo il panorama della sanità e l’organizzazione della riabilitazione. Con Alessandria che ha saputo conquistare un ruolo chiave. Per esempio, l’anno scorso su 224 casi di ictus gravi in Piemonte, 105 sono stati ricoverati proprio nel centro riabilitativo del capoluogo. L’azione corale che ha permesso, anche con il coinvolgimento del volontariato, all’intera città di fare rinascere il complesso che era stato devastato dall’alluvione del 1994, adesso deve ripetersi. L’alternativa, da scongiurare, è una sola: il progressivo oblio causato da fattori esterni, ma anche da una gestione aziendale che, per certi aspetti, potrebbe rischiare paradossalmente di penalizzare nei fatti quelle eccellenze che a parole invece afferma di sostenere.