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Uno spazio verde rinnovato, con nuove piante, siepi, panchine e arredi e con un’area interamente riservata agli animali da compagnia. La riqualificazione di una parte dello storico giardino interno dell’ospedale di Alessandria inizia a diventare realtà dal 20 settembre, giorno in cui aprirà il cantiere (l’impresa edile è la Cavallo di Alessandria). I lavori dovrebbero terminare entro il 10 dicembre, tempo e risorse permettendo. Il progetto è stato messo a punto dalla Fondazione Uspidalet di Alessandria (presidente è Alla Palenzona), grazie alla quale l’ospedale hub del Quadrante sanitario Alessandria – Asti (struttura di rilievo nazionale per un bacino di seicentomila abitanti) ha potuto, negli anni, aumentare la qualità dell’assistenza con l’acquisto di attrezzature e apparecchi e della degenza con una serie di interventi che hanno migliorato l’accoglienza alberghiera in particolare in reparti e ambulatori. Un aiuto privato per una azienda pubblica che, nonostante l’uscita dal piano di rientro per la sanità della Regione Piemonte e la ripresa delle assunzioni, soffre ancora di carenze strutturali e di servizio.

Per la riqualificazione del giardino che si affaccia su una delle parti più antiche del complesso ospedaliero non è però tutto fatto. Il progetto originale era di settemila euro, salito a 61.000 in seguito a una serie di revisioni e ai vincoli imposti dalla Soprintendenza. A oggi la Fondazione Uspidalet ha a disposizione quarantamila euro e quelli che mancano conta di raccoglierli nell’arco delle prossime settimane. In ogni caso, l’intervento è stato diviso in due fasi: la prima è quella della riqualificazione del giardino (compreso l’intervento per nascondere in parte i due macchinari esterni e il dehor del bar), la seconda è costituita dalla riqualificazione dei muri esterni del complesso che sono in stato di degrado. La Soprintendenza ha posto dei paletti rigidi (dai materiali al colore) per ripristinare l’intonaco esterno, senza peraltro avere mai detto niente rispetto agli enormi impianti di condizionamento e alle tubature dei servizi che corrono lungo due pareti esterne. Ma questo è un copione noto in Italia.

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Il progetto si chiama ‘Lara’ e prevede la ristrutturazione del cortile che si apre dietro al bar interno e su cui si affacciano i reparti di Psichiatria e Geriatria, riadattato “alla funzione di luogo di incontro tra pazienti, familiari e amici a quattro zampe, grazie alla presenza di aree idonee a questi ultimi in aggiunta ai nuovi arredamenti” come sottolinea Giovanna Baraldi, direttore generale dell’azienda ospedaliera. L’iniziativa di umanizzazione dell’ambiente ospedaliero è rivolta innanzitutto ai pazienti di Geriatria e Psichiatria “che spesso rifiutano il ricovero pur di non separarsi dal proprio animale domestico, il loro amico più fedele”, ma sono a disposizione di tutti i degenti e i familiari. “La salute è legata anche alla bellezza e grazie al recupero di questo cortile – dice Baraldi – si recupera anche la storia dell’edificio e dell’ospedale”.

Il progetto e la direzione dei lavori sono curati, a titolo gratuito, dall’architetto Francesca Rapetti e dal marito Ennio Radio, ingegnere, mentre la parte a verde è stata supervisionata da Angelo Ranzenigo, responsabile del Giardino Botanico di Alessandria.