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Se vuoi attirare turisti, devi comunicare. E farlo non tanto ‘bene’, bensì innanzitutto in modo normale. Come ormai fanno tutti. Iniziando con il tradurre in più lingue un sito web. Internet vuole dire globale. Perciò devi farti capire. Principio banale, è vero. Ma quanto mai scarsamente applicato da chi vuole promuovere ovunque le sue meraviglie artistiche.

Se poi da solo non ci riesci, ma vicino c’è un’università, il gioco è fatto e grazie alla collaborazione, da cosa nasce cosa. Questo mese sarà disponibile la traduzione in francese di tutti i contenuti del sito di Palazzo dei Musei di Varallo. Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione tra la Società di Incoraggiamento allo Studio del Disegno e di Conservazione delle Opere d’Arte in Valsesia Onlus e il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Piemonte Orientale. La collaborazione ha finora consentito di svolgere un’importante campagna di catalogazione delle antiche cornici dei dipinti della Pinacoteca, attività di ricerca sulla storia delle collezioni, sulla documentazione d’archivio e sulle opere custodite nel Museo e laboratori di riconoscimento, schedatura e catalogazione delle opere d’arte rivolti agli studenti del Dipartimento.

Ad Alessandria il sito www.cultural.it è solo in italiano, scarne le informazioni (però c’è la visita virtuale, utile quando magari trovi chiuso), ma la bacheca almeno rimanda ad alcune delle iniziative e manifestazioni in programma (in verità, fino a un paio di ore fa c’era ancora il programma del capodanno…). Di altre lingue non se ne parla. Come avviene peraltro sul sito istituzionale dell’amministrazione comunale. Eppure fra i musei ci sono quelli di Borsalino e Marengo. Nomi, questi sì, internazionali. Invece no, niente lingue straniere. Segno di autarchia culturale. O di semplice e banale miopia?