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Porte aperte, strade chiuse, cantieri aperti e non ancora chiusi, ponti inaugurati due volte e non ancora aperti. Ad Alessandria si viaggia così (o meglio #alessandriasimuove, ma per dove continua a non essere chiaro), fra improvvisazioni cantieristiche e una programmazione che di programmazione ha solo l’etichetta. Questo fine settimana è esemplare, con la manifestazione dedicata al cioccolato nel centro storico, da venerdì a domenica, e le strade chiuse per completare la rotonda del cavalcavia, ovviamente da venerdì a domenica. Il cantiere per il restyling di corso XX Settembre è sempre fermo alla prima decina di metri, all’altezza di piazza Mentana. “Quattro mesi di lavoro e inizio entro il 15/20 giugno” hanno annunciato gli amministratori. Ad agosto, invece, i primi paletti per delimitare l’intervento partito, di fatto, a settembre. Ma chi segue la programmazione? Perché gli appalti finiscono così, fra tempi lunghissimi ed errori? Gli esempi delle piste ciclabili con i pali della luce sono esemplari. Ma anche il ponte Meier – in attesa che arrivi Matteo Renzi a inaugurarlo come assicura il sindaco Rita Rossa che conferma i contatti mostrando i messaggi sul cellulare fra lei e lui (una volta le amministrazioni si scrivevano attraverso il protocollo generale, adesso lo fanno come gli amici che si danno appuntamento al bar) – è un altro esempio. A parte gli anni di ritardo, sostanziale, c’è sempre una sorpresa. Come quella del cantiere nato dalla sera alla mattina in via Fermi. Prima le proteste dei residenti, poi il sopralluogo degli amministratori e poi la frase fatidica: “Tutto a posto, il progetto verrà rivisto e modificato, così come una piccola porzione di area verde vicina”. La domanda è sorge ovviamente spontanea: il progetto del Meier risale ‘solo’ a molti anni fa. Solo adesso ci si accorge che le pendenze sono diverse, che bisogna ricavare gli accessi per pedoni e bici. Che, insomma, intorno c’è una città? Intanto apriamo la ‘Porta di Accesso Sociale’, lo sportello dove “i cittadini e le famiglie di Alessandria possono ricevere informazioni e risposte dai vari servizi del Comune e del Cissaca”. Iniziativa meritoria. Ma gli uffici del Cissaca non bastavano? Quelli comunali non erano attrezzati? Era proprio necessario, in tempi di risparmi e razionalizzazioni, aprire un altro servizio? Si dirà che è a costo zero. Ma allora tanto valeva ottimizzare i percorsi di accesso dell’Ufficio relazioni con il pubblico. Programmare dovrebbe essere semplice. Dovrebbe. Come quando, altro esempio, si parla di sostegno all’università. Una delega affidata a un assessore di cui non si sono avute molte notizie negli anni, poi passata a un altro. Però a pochi mesi dal voto, serve davvero? A già, c’è anche il teatro comunale e i grandi progetti di sviluppo… Ma di questo parliamo magari un’altra volta.