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Ha ben presto avuto successo. Potenza di Facebook. Sì, perché ad Alessandria, città delle biciclette, una nuova pista ciclabile deve sempre fare notizia. Se poi in mezzo ci sono pali della luce e altri ostacoli, ancora meglio. La foto parla da sola. Ma ovviamente non è tutto qui. Anzi. Prima spendiamo soldi pubblici per strade e piste ciclabili (qui siamo sul tratto di via Pavia a poca distanza dal ponte Meier), poi arriva Enel Sole che a distanza di un bel po’ di tempo dalla fine dei lavori sposterà i pali. Quindi un’altra impresa arriverà per tappare i buchi sulla pista. Insomma, un rattoppo sul nuovo che poteva essere tranquillamente evitato. Che sia andata così lo dice anche l’assessore comunale Mauro Cattaneo. Lo ammette, bisogna dargli atto, però, non rende le cose migliori. Chi controlla il cantiere? Chi ha la responsabilità del coordinamento? A chi fanno capo i singoli interventi? Chi paga per un lavoro fatto due volte?

Esistono strutture, uffici, organismi ad hoc che possono operare all’interno delle pubbliche amministrazioni proprio per assicurare una regia unica per i lavori pubblici (e non solo). Se ben gestiti consentono di ottimizzare le procedure e gli interventi, evitare di rifare i lavori due volte, ridurre al minimo i rischi come quelli di una pista ciclabile con in mezzo i pali della luce. La foto stimola il sorriso e l’ironia. Il mondo reale decisamente meno.

Un’ultima cosa. L’hashtag preferito di Mauro Cattaneo è #alessandriasimuove. Il problema, a volte, è il come e dove…