“Compito di Comune e Provincia è quello di assicurare la disponibilità a studenti e docenti di infrastrutture e servizi. Mense e case dello studente, mezzi di trasporto frequenti ed efficienti, aule studio con orario adeguato, ambiente accogliente”. Bella dichiarazione di intenti. Impegno da sottoscrivere perché arriva da un amministratore pubblico. Peccato che sia tutto un sogno. Siamo ad Alessandria, terra di progettualità mancate e idee zoppicanti, terra di un Comune dissestato che si vanta di mettere a posto i conti (cosa doveva fare d’altro?), terra in cui il livello dell’orizzonte è alto qualche centimetro. Ma è anche una terra coraggiosa. Perché le parole sono quelle di Claudio Lombardi, assessore all’Ambiente e alla Salute del Comune che, con coraggio, appunto, ha dichiarato al termine di una Commissione consiliare che “il compito di Comune e Provincia è quello di assicurare la disponibilità a studenti e docenti di infrastrutture e servizi”. Ad Alessandria sono trascorsi diciotto anni da quando è stata istituita la seconda università del Piemonte. Sono passate complessivamente quasi quattro legislature comunali, ognuna scandita da ‘faremo’, ‘costruiremo’, ci impegneremo’.

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Palazzo Borsalino, sede del Digspes

 

E la storia che invece precisa che gli unici, significativi, investimenti immobiliari sono stati unicamente a carico dell’Ateneo del Piemonte Orientale (da Palazzo Borsalino alla sede del Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica realizzata al quartiere Orti). La pubblica amministrazione è stata marginale, anche quando doveva solo gestire l’iter amministrativo, spesso segnato da tempi lunghi anche quando era tutto a posto. Secondo le leggi un parere, un atto amministrativo, un via libera deve arrivare “entro tot giorni”. Chissà come mai la firma arriva sempre all’ultimo. Mai che una volta, accertato che è tutto in regola, si accorcino i tempi. È una delle banali richieste che arrivano dalle imprese private. Richieste disattese. Mentre altre città della provincia alessandrina hanno dimostrato che se si vuole, si può fare.

Leggendo un volume di alcuni anni fa pubblicato dall’Università, emerge lo stridente paragone con Vercelli e Novara, le altre sedi della didattica. Dove sono stati massicci, negli anni in cui si poteva, gli investimenti pubblici che hanno consentito di completare insediamenti, dare vita a nuovi servizi, riconvertire aree, creare campus, palestre, residence.

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L’ex caserma Perrone, sede universitaria di Novara

 

Però Alessandria si impegna. Durante i lavori della Commissione consiliare Cultura che ancora una volta ha ascoltato un direttore di Dipartimento – stavolta di scena è stato Leonardo Marchese responsabile del Disit – la voce istituzionale non solo ha recitato, sicuramente convinta della bontà delle affermazioni, un copione che si ripete uguale a se stesso da una giunta all’altra, ma ha pure precisato che “tali carenze ci sono ben note, sono nell’agenda delle priorità di un’amministrazione che sta concludendo con successo l’opera di risanamento finanziario del Comune e ora può passare alla fase progettuale”. Considerando che si vota tra un anno e i tempi della progettazione pubblica sono mediamente biblici, significa che se l’idea messa a punto sarà buona, verrà realizzata fra un paio di legislature. Ma in fondo, non è tanto strano. Ad Alessandria il ponte Meier è stato voluto da una amministrazione di molto tempo fa e, dopo che di acqua sotto i ponti ne è passata, sarà inaugurato dall’attuale, pronta a sorridere alle macchine fotografiche e a mostrarsi alle telecamere in vista del voto per Palazzo Rosso.

Certo, gli amministratori pubblici potranno replicare che invece loro ci sono e fanno delle cose. Un atto concreto è stata la firma della convenzione tra il Comune di Alessandria e la Hares Equita Srl, società che con “l’affitto di azienda è subentrata alla Borsalino, per la realizzazione del nuovo museo” al piano terreno dell’omonimo palazzo che ospita il Dipartimento di Giurisprudenza, scienze politiche, economiche e sociali. “La Giunta comunale approverà, al più presto, il progetto definitivo del primo lotto dei lavori e sarà possibile indire le gare per l’assegnazione degli stessi. Il tempo necessario per il completamento dell’opera (dalla consegna dei lavori) sarà di circa ventiquattro settimane”  recita una nota di Palazzo Rosso. Tutti contenti, come di vede dalle foto. Chissà se i volti altrettanto sorridenti saranno gli stessi, sempre in prima fila, per il futuro taglio del nastro?