I mattoni e i calcinacci caduti alcuni giorni fa su lato del settecentesco edificio che si affaccia su via Parma hanno avuto un qualcosa di premonitore. Dopo i pezzi fisici, adesso è la volta di quelli politici. Diverse le ragioni, certo, ma resta il fatto che la Provincia – ente di secondo livello – sta rischiando di perdere un consigliere dopo l’altro. Tutta colpa del trasporto pubblico, come ha (involontariamente?) stimolato Federico Riboldi, consigliere di opposizione che, durante i lavori di un Consiglio provinciale convocato per approvare atti tecnici e mozioni iscritte da mesi all’ordine del giorno, ha prima fatto i complimenti per la nomina di Paolo Filippi nel consiglio di amministrazione dell’Agenzia per la mobilità piemontese, presieduta da Claudio Lubatti, poi ha chiesto conto delle dichiarazioni molto critiche di Carlo Buscaglia, consigliere provinciale di maggioranza e delegato proprio ai trasporti. Premessa: Filippi, ex presidente della Provincia, casalese, è stato indicato direttamente da Rita Rossa, sindaco di Alessandria e presidente della Provincia che lo stesso Filippi ha guidato per due mandati. Una decisione, tutta giocata in casa dell’area fassiniana all’interno del Pd e di cui la Rossa è fervente seguace. L’ex presidente di Palazzo Ghilini entra nel Cda dell’Agenzia per la mobilità piemontese in rappresentanza del bacino astigiano-alessandrino. Gli incarichi non prevedono “alcuna indennità di carica aggiuntiva” si legge sullo Statuto. L’Agenzia ha il compito di coordinare le politiche di mobilità nell’ambito piemontese, conformemente alla pianificazione e programmazione regionale. Il nome di Filippi sarebbe stato comunicato all’ultimo minuto agli astigiani che non hanno fatto altro che incassare il colpo. Rispetto al Pd alessandrino, invece, questa nomina non ha fatto che aumentare le tensioni interne.

Riboldi chiede lumi, Rita Rossa quasi tenta di non rispondere, poi prende la parola  e snocciola, senza la solita verve che la contraddistingue, una serie di affermazioni del tipo “non è successo nulla di particolare”; la decisione “rientra nell’ambito della programmazione del settore”; è stato cercato “un equilibrio fra i territori di Alessandria e Asti che, peraltro, aveva chiesto di svolgere un ruolo tecnico”; anche con il sindaco di Casale, Titti Palazzetti, si è fatta poi strada “la proposta di Filippi benché il consigliere Buscaglia avesse dato in precedenza la disponibilità”. Insomma, prima c’è una persona che ha lavorato per un anno e mezzo, poi per questioni legate evidentemente alla necessità di visibilità e riposizionamento politico di Filippi, ecco che arriva la svolta.

palazzo ghilini
Palazzo Ghilini, sede della Provincia di Alessandria

Rita Rossa spiega, argomenta, gira un po’ intorno alle questioni tecniche. Infine, tenta di passare al secondo punto all’ordine del giorno. Ma Buscaglia non ci sta. Alza la mano, chiede la parola. E dice senza peli sulla lingua che è “rimasto sorpreso per la modalità delle nomine, non certo per il profilo della persona (Filippi, ndr) che non si discute”. Quindi esprime “amarezza per come sono andate le cose”. Poi aggiunge: “Avevo anche pensato di dimettermi da consigliere, non è questo il modo di agire”. Per ora non lo ha fatto, però la decisione finale non c’è perché deve ancora “confrontarsi con il Comune di Tortona e le amministrazioni del tortonese di cui sono espressione in Consiglio provinciale”.

Per un consigliere in apparente predicato di lasciare, un altro se ne va. Sempre nelle file della maggioranza. E’ Aureliano Galeazzo che annuncia le dimissioni per ragioni personali. Lascia il Consiglio comunale di Acqui, ma decade di conseguenza dall’assise di Palazzo Ghilini.

Federico Riboldi aveva contestato i mesi di silenzio del Consiglio, poi ha espresso parole di soddisfazione per “essere ascoltati da Rita Rossa. Meno bello, per l’Ente e per le istituzioni, è che l’agenda politica venga dettata dall’opposizione. Dopo il mio polemico sollecito finalmente, dopo quattro mesi di assenza, è stato convocato il Consiglio provinciale. Sono molteplici le occasioni nelle quali un mio intervento ha dato la scossa alla Provincia”. Quella sui trasporti non era forse in programma. Certo che la scossa c’è stata. Anche se lieve, per carità. Quella maggiore è tutta in casa Pd. Dove, intanto, si stanno affilando le armi in vista del rinnovo della segreteria provinciale per la quale si è dato da fare Paolo Filippi, coordinatore di Futuro Democratico, aumentando il peso politico al punto di essere decisivo nella designazione di Fabio Scarsi a futuro segretario del partito. E pare che Claudio Scaglia, segretario uscente, non sia proprio di ottimo umore.