Il 19 gennaio 2013 i toni erano assolutamente traboccanti di entusiasmo e attesa: “Sono iniziati i lavori per realizzare il nuovo ponte Meier. Verranno eseguiti dalla ‘Ponte Meier Alessandria’ Scrarl costituita dalla Argo Costruzioni Scarl e Cimolai Spa che si erano aggiudicati la gara d’appalto con un ribasso di oltre il 28 per cento su un importo a base d’asta di circa 15 milioni euro. I lavori proseguiranno per 20 mesi, per concludersi presumibilmente a settembre 2014”. Le parole sono di Rita Rossa, sindaco di Alessandria. Parole che rilette a gennaio 2016 fanno riflettere su come siano andate le cose. Le opere pubbliche in Italia non rispettano mai le date previste, ma in questo caso il ritardo è di gran lunga pesante. Da settimane e settimane il cantiere è quasi immobile. Le aperture nelle recinzioni permettono agli alessandrini sprezzanti del pericolo di percorrere il manufatto del ponte. Una sola la camminata pubblica ‘ufficiale’, quella di Capodanno (regolamentata e controllata a vista) cui è seguita, poco tempo fa, quella del ministro Dario Franceschini. Stesso ponte. Stesso cantiere. E stessa storia lunga e infinita. L’ultima novità è la determinazione dirigenziale del 23 marzo che ha  autorizzato l’affidamento in subappalto dei lavori del valore di 102.000 euro per la posa in opera di velette prefabbricate in cemento bianco. L’impresa cui sono stati affidati i lavori è la Kappa Due Service Srl che ha sede a Milano, in via degli Abruzzi 11. La società, di nuova costituzione, ha acquisito, si legge sempre sulla determinazione dirigenziale, parte “delle quote di partecipazione dei signori Mauro e Leandro Terenzoni nella società Terenzoni Edilizia che ha sede ad Aulla, in via Guido Rossa”. Le indicazioni dei diversi subappalti erano già stati inseriti nel piano di affidamento consegnato all’amministrazione comunale di Alessandria dalla società appaltatrice. Anche in presenza di un intervento per la posa di manufatti semplici come le velette, non appare chiaro, agli occhi del cittadino, perché si debba procedere con autorizzazioni periodiche che comportano tempi dilatati e che ovviamente allontanano la data del taglio del nastro inaugurale del ponte. Questo affidamento avviene mentre mancano ancora gli ultimi riscontri tecnici come la certificazione Soa (attesta che l’impresa di costruzioni è in possesso di requisiti sufficienti), mentre è stata richiesta la informazione antimafia attraverso la Banca dati nazionale antimafia. La determinazione dirigenziale precisa infatti, alla fine, che è prevista “l’immediata revoca del provvedimento in caso di esito negativo dei controlli”. Sicuramente non avverrà. Tutto sembra in regola e la nuova società avrebbe già a disposizione le certificazioni. Se però così non fosse, si allungherebbero ancora i tempi. Non era possibile agire con altre tempistiche?

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Il ponte nella versione progettuale. Nella realtà è un’altra cosa

La velocità sembra proprio non appartenere alle pubbliche amministrazioni, salvo quando gli interessi si intrecciano. Restiamo a Palazzo Rosso. Quando, il 1° aprile, è stato convocato il Consiglio comunale. Ordine del giorno come sempre nutrito fra delibere e interrogazioni, interpellanze e ordini del giorno iscritti ormai da molte settimane se non mesi. Interessanti alcuni dei punti. Come quelli delle società Valorial e Svial per le quali è prevista “l’approvazione del piano complessivo asseverato di liquidazione dell’ufficio di liquidazione e svalutazione del valore degli immobili destinati alla vendita di proprietà della società. Autorizzazione alla copertura del deficit di liquidazione e alla continuazione dell’attività di impresa in funzione del miglior realizzo”. I primi due punti sono stati iscritti il 9 settembre 2015, mentre lo “scioglimento anticipato dell’associazione ‘Alessandria 2018’ con l’assegnazione del mandato straordinario al sindaco o a un suo delegato” risale al 16 settembre del 2015. Su tutti i punti dovrebbe relazionare l’assessore alla Programmazione finanziaria, Giorgio Abonante. Per fortuna poi arrivano vicende più di attualità come la messa in liquidazione dell’Atm, l’adeguamento alla nuova normativa regionale in materia di trasporto pubblico locale e  la programmazione dei servizi di trasporto pubblico locale per il triennio 2016-2018, con la parola che verrà data a Giorgio Abonante e al collega di giunta Marcello Ferralasco. Ma il perno di tutto è l’Atm con il passaggio del business al gruppo Amag. Progetto che arriva da lontano, che è stato accarezzato tanto quanto, forse, il tentativo di cedere la società partecipata al gruppo torinese Gtt. Vediamo cosa accadrà il 1° aprile e a quali velocità arriveranno le decisioni.