Novara sempre più in alto. Nella logistica (ad aprile ospita gli Stati generali delle regioni Piemonte, Liguria e Lombardia), nella ricerca, nell’istruzione universitaria, nella salute (tutto pronto per l’avvio del cantiere per il nuovo complesso ospedaliero). Alessandria sempre più alla deriva. Quello che doveva essere il polo di sviluppo dell’area vasta al centro del triangolo industriale (Milano-Torino-Genova) è diventato poco più di un nome su una carta geografica. Il Piemonte Orientale sta cambiando volto, si sta riposizionando per capacità attrattiva, idee, progetti, visioni amministrative. E Novara sta assumendo un peso specifico elevato, grazie a un sistema interno che rifugge dalle sole logiche partitiche e politiche in generale, mentre invece si basa su interessi comuni del pubblico e del privato che trovano sintesi forti nella capacità di presentarsi come territorio credibile, affidabile, autorevole.

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Il Cim di Novara

La logistica è un esempio. Mentre Alessandria si crogiola nel ricordo di quanto era bello e grande (e lo è stato, peraltro, davvero) lo scalo ferroviario del capoluogo oggi pressoché defunto, ma non è stata capace di fare massa critica per confrontarsi alla pari con il Gruppo Ferrovie dello Stato, il sistema novarese nell’arco di qualche anno ha avviato l’ampliamento e l’integrazione fra il Centro intermodale merci (Cim) e lo scalo del Boschetto. La successiva crescita di collegamenti e l’integrazione con le reti che dalla Svizzera arrivano al nord Europa sono la concreta testimonianza. Alessandria ha invece cullato il ricordo del passato che non c’è più (esercizio diffuso in molti altri campi), ha continuato a litigare con gli altri centri logistici, presenti e potenziali, della provincia pensando che un sistema a rete come quello di Rotterdam fosse una offesa di lesa maestà alla illuminata città che si fregia del motto ‘Deprimit elatos levat Alexandria stratos’, ovvero ‘Alessandria umilia i superbi ed eleva gli umili’. Così tutto scivola via, anche se gli attuali amministratori di Palazzo Rosso hanno imposto alla moribonda Fondazione Slala (sistema logistico del nord ovest d’Italia) guidata da Bruno Binasco di rimanere ancora in sella, anche se non è chiaro per fare cosa.

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L’altro esempio? Università e ricerca. Nella città di San Gaudenzio tutto corre. Con il contributo di molti protagonisti. Ancora una volta, per esempio, è la Fondazione Novara Sviluppo che in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale e l’associazione “La Storia nel Futuro”, organizza il programma ‘Novara Silicon Valley’ che si svolge ogni anno nell’ambito del ‘Silicon Valley Study Tour’. Il progetto, destinato principalmente agli studenti dell’Università del Piemonte Orientale, si sviluppa in due fasi. La prima è rappresentata da un ciclo di sei conferenze di cultura di impresa innovativa, aperte al pubblico, cui partecipano, come relatori, imprenditori, giovani innovatori, ricercatori. Ed è previsto un forum di selezione degli studenti sul sito http://www.siliconvalleystudytour.com, attraverso il quale gli organizzatori selezioneranno gli studenti più meritevoli che potranno partecipare alla seconda fase. Tutto quanto avviene in lingua inglese. La seconda fase è la partecipazione al ‘Silicon Valley Study Tour’, una settimana a fine agosto di immersione nella Silicon Valley, culla della tecnologia mondiale. Il primo appuntamento è per giovedì 10 marzo, nella sede della Fondazione in via Bovio 6, a Novara, con l’incontro ‘S come… sogno, scommessa, silicio, startup, sacrifici, soddisfazione. E naturalmente Silicon Valley”.

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Alessandria, il centro città
Dalla Silicon Valley alla ‘desert valley’ di Alessandria, dove l’Ateneo è considerato poco più di un orpello,  usato come scusa per farsi belli per progetti che continuano a slittare nel tempo, per alimentare dichiarazioni roboanti di futuri residence per studenti, mense e quant’altro, mentre manca tutto, dai soldi ai progetti, ma per prima manca la disponibilità dei beni oggetto dei fantasmagorici piani di sviluppo. Invece basterebbe poco, magari leggere qualche giornale con più attenzione e non solo per cercare articoli celebrativi. L’Università del Piemonte Orientale ha dichiarato più volte di volere portare ad Alessandria una succursale di ‘Enne3’, l’incubatore d’impresa universitario che ha sede a Novara e che si occupa di promuovere e sviluppare progetti d’impresa tecnologicamente innovativi con particolare attenzione al territorio del Piemonte Orientale. Qualcuno si è accorto della opportunità? Chissà.
Per ora è partito il cantiere di piazza Santa Maria di Castello, in pieno centro storico. Almeno ci sarà una nuova pavimentazione al posto di quella attuale che ricorda le strade del secondo dopoguerra, a bombardamenti finiti. Per gli interventi sugli edifici che si affacciano sull’area, ripassare però fra qualche decennio.
Poi c’è il ponte Meier. Opera di architetto di fama internazionale, attirerà ammiratori da ogni dove. Quando sarà finito. Per ora il cantiere è immobile, anche se alla domenica diverse persone sfidano la sorte e percorrono la lunga arcata sul Tanaro sfruttando le ampie aperture delle recinzioni.