«Con il voto favorevole di Pd, Sel, Moderati e del M5S – e l’inopportuna non partecipazione al voto di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia – abbiamo votato una legge che introduce l’obbligo di costituzione di parte civile della Regione Piemonte in tutti i processi per associazione di tipo mafioso (articolo 416 bis) e per scambio elettorale politico-mafioso (articolo 416 ter). Non si valuterà più caso per caso. Le somme liquidate a titolo di risarcimento a seguito della costituzione di parte civile saranno destinate a iniziative di prevenzione della criminalità. Una bella pagina per la nostra comunità regionale e per le tante vittime di questi reati, che saranno meno sole e più sostenute dalle istituzioni». Il commento arriva da Domenico Ravetti, vicepresidente del gruppo Pd al Consiglio regionale del Piemonte.
«Vincono i cittadini, vince il Movimento 5 Stelle, perde la mafia. Oggi è diventata legge regionale la nostra proposta di prevedere obbligatoriamente la costituzione di parte civile della Regione Piemonte in tutti i processi per mafia che si svolgono sul nostro territorio. Un traguardo importante. Finora infatti la costituzione di parte civile della Regione Piemonte è sempre stata delegata alla discrezione del politico di turno. Ad esempio era stato seguito questo percorso per il processo Minotauro sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta al nord, ma non per il procedimento San Michele. In questo modo la Regione Piemonte adotterà un metodo uniforme in occasione dei processi contro la malavita organizzata. È importante inoltre pretendere dai mafiosi un indennizzo per il danno d’immagine causato alla collettività e al territorio. Il risarcimento, come previsto dalla legge, verrà utilizzato per promuovere la cultura della legalità tra le nuove generazioni ed il contrasto ai fenomeni mafiosi». Così Francesca Frediani, consigliere regionale M5S Piemonte e vicepresidente Commissione Legalità, e Giorgio Bertola, Capogruppo regionale M5S Piemonte e presidente Commissione Legalità.
“Torino come Ostia. Non certo per il livello di penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto sociale e imprenditoriale, ma purtroppo simile è l’atteggiamento di una classe dirigente che finora ha sottovalutato l’avanzata della ‘ndrangheta, nonostante l’intensificarsi di inchieste e operazioni condotte dalla magistratura”. Così il sito ‘Lo Spiffero’ sintetizza il pensiero di Stefano Esposito, senatore del Pd, che a Ostia è stato commissario del partito.
Commenti politici per il fatto storico dell’approvazione della legge. Valutazione provocatoria, ma molto realistica, da un esponente del Pd. Parole che in realtà della provocazione hanno ben poco. Perché quanto avvenuto in Piemonte, e nel recente passato anche ad Alessandria, è stato finora esattamente questo: sottovalutazione, testa sotto la sabbia, girarsi dall’altra parte e omertà diffusa. Perché la ‘ndrangheta c’è. La mafia c’è. E a molti continua a fare comodo che ci sia.