Una quindicina di anni fa l’Alessandrino era la nuova frontiera della visione strategica di sviluppo legata alla logistica, al marketing territoriale, alla programmazione di area vasta e di ampio respiro. C’erano un’idea, un disegno, un progetto. Poi cambiano i protagonisti, a livello regionale come sul piano regionale, e tutto progressivamente si disperde. E oggi?

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Quello cui si assiste, sicuramente spinto da motivazioni differenti e interessi che in questo momento sono però convergenti, è un processo abbastanza analogo nelle spinte ideali, ma che si muove su altri assi e direzioni. E’ positivo che un’area vasta stia ragionando in termini di sistema (è quasi una notizia), lo è meno il fatto che porzioni di territorio che ancora è potenzialmente strategico, Alessandria è una provincia autenticamente di confine e di cerniera fra le tre regioni, siano ormai alla deriva e sempre più marginalmente infelici. Il danno che la politica locale sta facendo al tessuto socioeconomico rischia di essere definitivo.