Ancora un momento promozionale all’interno della vetrina di Expo. E ancora una volta i territori delle colline Unesco di Langhe, Roero e Monferrato protagonisti di una iniziativa che ha puntato su uno dei mercati al mondo: la Cina. All’interno del China Corporate UnitedPavilion dell’esposizione universal milanese fino al 19 settembre, la Regione Piemonte e la Camera di Commercio di Torino stanno promuovendo il meglio del territorio piemontese nell’ambito dell’iniziativa “Il Piemonte nel cuore della Cina”. Il calendario di incontri è realizzato con il supporto di Ceipiemonte e Booking Piemonte e la collaborazione delle agenzie turistiche locali. La presenza regionale proseguirà poi fino al 25 grazie alla presenza, sulla stessa area, di Confcommercio Piemonte. Gli ultimi protagonisti intanto sono stati i territori vitivinicoli Unesco con tre eventi: il Marengo Doc di Alessandria, la Fiera internazionale del Tartufo bianco d’Alba, la Douja d’Or di Asti.  Non hanno fatto mancare la presenza i vertici istituzionali con il presidente dell’Ente Fiera del Tartufo, Liliana Allena, il presidente della Camera di commercio di Asti, Renato Erminio Goria, e Manuela Ulandi per la Camera di commercio di Alessandria, insieme alle tre Atl (agenzie turistiche locali): AstiTurismo, Alexala e l’Ente Turismo Alba, Bra, Langhe Roero.

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“La partnership con la Cina – sottolinea l’assessore alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi – nasce proprio dalla volontà di creare opportunità come questa per le delegazioni che gravitano nel padiglione cinese delle imprese e che sono giunte in Italia per visitare l’Expo 2015”. Ovviamente non manca un altro obiettivo come ricorda Luigi Barbero, presidente di Booking Piemonte, il portale istituzionale per le prenotazioni turistiche on-line: “Sviluppare la collaborazione nata in occasione di Expo costruendo specifici progetti e pacchetti rivolti al mercato cinese”.

Come sempre la scommessa non è costruire eventi, anche importanti, a Expo, bensì finalizzare l’opera di promozione sui mercati internazionali. E per farlo è necessario un sistema che superi sul serio i campanili e sia capace di valorizzare chi ha capacità e valore aggiunto, senza essere costretti a fare sempre salire sul carro tutti. Solo perché è all’apparenza politicamente corretto.