A Volpedo è nato e ha lavorato Giuseppe Pellizza, l’artista del Quarto Stato, opera di fama mondiale. Eppure in questo paese di milleduecento anime, che conserva intatto lo studio del pittore, sono stati necessari decenni per riuscire a valorizzare ciò che qualsiasi altra realtà europea avrebbe fatto invece in poco tempo. Grazie a una associazione di volontari e ad amministratori lungimiranti, Volpedo è però finalmente riuscito a riportare all’onor del mondo l’eredità del pittore: riapre, con gli anni duemila, lo studio, nascono musei e percorsi didattici, fioriscono i percorsi artistici nei luoghi che hanno ispirato le opere. E parallelamente rinasce il paese. Ristrutturazioni e investimenti pubblici tornano a fare brillare il centro storico. E molti privati acquistano e recuperano antiche case. E’ un esempio bello e quasi unico. Se Volpedo fosse in Francia, chissà cosa sarebbe stato realizzato. Invece siamo in Italia e quello che è accaduto finora lo si deve solo a volontari e alcuni amministratori. Come l’attuale sindaco, Giancarlo Caldone. Che l’anno scorso ha ricevuto, come tutti i primi cittadini italiani, una comunicazione con la quale la presidenza del Consiglio chiedeva di “individuare una caserma bloccata, un immobile abbandonato, un cantiere fermo, un procedimento amministrativo da accelerare. Segnalatelo entro il 15 giugno all’indirizzo matteo.governo.it. Sarà nostra cura verificarne lo stato d’attuazione con gli uffici dedicati e, se del caso, procedere all’interno di un pacchetto di misure denominato Sblocca Italia”.

L'opera più famosa di Giuseppe Pellizza
L’opera più famosa di Giuseppe Pellizza

Il progetto si chiama ‘Cantieri in Comune’. Caldone si attiva, mobilita gli uffici, gli impiegati si danno da fare perché è una opportunità e scatta il gioco di squadra. Ci credono tutti e quando è il momento viene inviata la documentazione con i progetti di intervento e tutte le carte richieste. Dopo quasi un anno arriva l’annuncio: via libera alla richiesta con quasi dieci milioni di euro destinati a finanziare interventi per completare il polo turistico-culturale. Per il paese di Giuseppe Pellizza è una importante iniezione di risorse. Questo centro della val Curone potrà aumentare le potenzialità turistiche e l’accoglienza, con positive ricadute locali. Tutti contenti? No. Diversi sindaci, di area Pd, della provincia protestano. Lamentano di non avere nemmeno ancora preso i soldi per i danni alluvionali (che sono ovviamente un’altra cosa) e accusano Caldone (storicamente socialista) di avere ottenuto favori ‘clientelari’. Eppure scorrendo l’elenco dei Comuni, diffuso dal Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica), Volpedo non è certo da solo.

L’invidia rode. Tutti hanno ricevuto l’informativa del governo. Pochi, evidentemente, ci hanno creduto. Ma in questa Italia è una colpa. E così molti amministratori alessandrini la buttano sul personale, invece di essere contenti di quanto sta per avvenire in quello che è uno dei fiori all’occhiello del territorio. Volpedo. Un esempio di Paese che funziona. La provincia alessandrina: un esempio di campanili miopi e senza visione amministrativa. Intanto il ‘Quarto Stato’ è il protagonista, fino a giugno, di una installazione all’aeroporto di Malpensa (negli anni scorsi non sono mancate mostre ed eventi da New York a Londra). E Volpedo si prepara alla biennale d’arte che andrà in scena a settembre. In val Curone, ecco una realtà in piena evoluzione. In molti palazzi comunali dell’Alessandrino invece c’è solo invidia e supponenza.