La ‘ndrangheta nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo: la Corte di Cassazione ha confermato le condanne della Corte d’Appello di Torino nel processo ‘Albachiara’, condanne che variano da 3 anni e un mese a 7 anni e mezzo. In primo grado gli imputati, tra cui Giuseppe Caridi, consigliere comunale Pdl di Alessandria durante l’amministrazione guidata da Piercarlo Fabbio, erano stati assolti. Durante il processo c’è chi ha patteggiato e chi ha ammesso l’affiliazione alla ‘ ndrangheta. La prima sentenza era stata di assoluzione perché non era stato dimostrato “lo sfruttamento, per il raggiungimento degli scopi, delle condizioni di assoggettamento e di omertà derivanti dalla forza intimidatrice del vincolo associativo” (forse perché su questi territori non c’era stato ancora il morto?). Un anno dopo la Corte d’appello ribalta il verdetto. Confermato in Cassazione. Per la Dda (Direzione distrettuale antimafia) è la seconda sentenza definitiva favorevole nel giro di otto giorni dopo quella sul processo “Minotauro”. Per la magistratura quindi la mafia al nord esiste. E per la politica? Per la cosiddetta società civile? Chissà. Meglio non parlarne, però. Per non disturbare il manovratore di turno. Perché a qualcuno conviene sempre…